Ormai da diversi anni è possibile approvvigionarsi di acqua potabile acquistando confezioni di bottiglie di plastica (PET). Tuttavia, ultimamente viene messo in discussione l’utilizzo degli involucri di plastica per via del degrado degli stessi in microparticelle (microplastiche), riconosciute come dannose per la salute.
Inoltre, l’enorme quantità di plastica generata rappresenta ad oggi uno dei problemi ambientali più rilevanti.
Non volendo entrare nel merito della qualità dell’acqua in bottiglia di plastica o del corretto stoccaggio, la tecnologia ci offre l’opportunità di usufruire di impianti di depurazione d’acqua domestica che sfruttano l’acqua della rete idrica.
È certamente importante riconoscere il fatto che l’acqua resa disponibile nelle nostre case attraverso gli acquedotti municipali gode di una particolare attenzione attraverso dei regolari controlli tecnici che ne garantiscono la potabilità.
Vi sono però alcuni elementi chimici di disturbo dovuti alla necessità di immettere in modo proporzionale dei disinfettanti, tra cui il cloro (circa 20 mg/l). Inoltre, durante il percorso nelle tubature, l’acqua raccoglie sedimenti quali ruggine, sabbia e terriccio.
È qui che intervengono i sistemi di depurazione domestici, che con appositi filtri purificano l’acqua che è arrivata in modo sicuro nelle nostre case, eliminando elementi chimici e sedimenti.
Pertanto, dopo questo processo di purificazione, il depuratore d’acqua installato può erogare, a seconda delle esigenze, acqua liscia, gassata, fredda, calda.
